Hyggekrog

Era un luogo nel quale si sarebbe potuti rimanere seduti giorno e notte, immersi nel proprio pensiero.

Virginia Wolf

 

Queste parole riassumono perfettamente il concetto di hyggekrog, termine danese per definire un angolino della casa in cui rilassarsi e dedicarsi alla propria attività preferita.

 

Proprio perché le nostre giornate sono scandite da ritmi spesso stressanti, sia nel lavoro che in famiglia, ci piace prendere spunto dai danesi e come loro creare in casa nostra un luogo in cui fermare il tempo. Che sia il davanzale della finestra ammorbidito da cuscini, coperta e una pelle di renna, alla maniera di Meik Wiking, la poltrona morbida in cui sprofondi, la sedia a dondolo davanti al camino, il divano o l’amaca in giardino, l’importante è che sia un luogo in cui sei certo di non essere disturbato da niente e nessuno e di sentirti al sicuro.

 

L’hyggekrog è un rifugio. Interessante la teoria, sempre di Wiking, secondo cui ‘il nostro amore per gli spazi ristretti potrebbe risalire ai tempi in cui vivevamo nelle caverne ed era importante tenere d’occhio l’ambiente circostante per proteggere noi e il nostro gruppo da animali pericolosi e altre minacce. …In un hyggekrog siamo rilassati: non ci sentiamo esposti all’imprevedibile

 

Tutti dovrebbero avere un hyggekrog. Non ci sono regole particolari di allestimento, ma alcuni fondamentali: lontano dal rumore, seduto, o sdraiato, comunque comodo, senza cellulare e televisione (!), illuminato ma non troppo, con tutto ciò che ti serve a portata di mano. Nell’hyggekrog puoi portare: libro, tazza di tè o tisana, penna e taccuino, tablet per le tue ricerche preferite, pipa, insomma quello che vuoi, purché non ti riporti a pensieri e preoccupazioni del giorno.

 

Ti piace questa idea? Vuoi provare anche tu a prendere spunto dai danesi? Segui i nostri post per ispirarti e creare il tuo hyggekrog… tuo, solo tuo.